Matera, da città della “vergogna” a capitale europea della cultura

Unica nel suo genere, da oltre 4000 anni conserva, tra le sue viscere, ancestrali emozioni fatte di mistero, arte, fede e magia. Matera non è solo silenzio, Matera è una “dimensione”, un altrove difficile da raggiungere, ma che ti accoglie e ti fa sua!

Amata dai Greci, distrutta dai Romani, conquistata dai barbari, influenzata dai Normanni, invasa dai Saraceni, Matera da sempre è il fulcro di particolari luoghi di culto, nascosti ai più e ricchi di austera meditazione, come le sue decine di chiese e cappelle rupestri che hanno ospitato, per millenni, comunità cenobite di monaci italogreci, che qui professarono riti ortodossi e greco-bizantini influendo, così, anche la cultura e le tradizioni locali.

Nel 1952 in seguito ad un esodo coatto per via delle pessime condizioni igieniche, fu dichiarata “Città della Vergogna” e i suoi quartieri dei Sassi (Barisano e Caveoso), accoglievano in un unico spazio, abitazioni e ricovero per animali, dove spesso la stalla fungeva anche da soggiorno e dove tutti, in un precario equilibrio igienico/sanitario, condividevano lo stesso tetto che fungeva da pavimento all’abitazione sovrastante.

Grotte e caverne in calcarenite, sapientemente scavate e modellate da mano umana, hanno conservato, fino ad oggi, ambienti e racconti affrescati su umide pareti in cui si narra la storia di culture, popoli e tradizioni legate alla religione delle etnie del Mediterraneo; crocevia di popoli, commercianti, eserciti e monaci erranti.

Oggi i Sassi conservano un alone intriso di fascino selvaggio, là dove il paesaggio surreale di un luogo senza tempo restituisce l’autenticità di una storia iniziata dai cavernicoli ai monaci, passata per i pastori e i contadini fino a toccare l’apice col Rinascimento e il Barocco.

Andrea Perciato

 

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