Cosa mangiare a Roma: piatti tipici della tradizione

“Maccarone m’hai provocato e io te distruggo maccarone! Io me te magno” diceva Alberto Sordi nei panni di Nando un americano a Roma. Ecco allora un elenco dei migliori piatti della cucina tipica tradizionale romana:

Spaghetti alla carbonara: la teoria più accreditata sulla carbonara è che l’abbiano portata gli americani durante la guerra. Comunque sia, oggi è uno dei quattro primi di pasta che non potete perdervi se venite a Roma. Tre gli ingredienti fondamentali: le uova, il guanciale e il pepe.

Rigatoni con la pajata: quelli veri sono realizzati con l’intestino tenue del vitello da latte non con quello di agnello.Chi dice Pajata dice Testaccio, veder legare a ciambellette l’intestino del vitello è un operazione che pochi hanno visto con i propri occhi e che pochissimi ancora sanno fare, sono tradizioni che hanno bisogno di essere ricordate, amate e anche assaporate.

Spaghetti cacio e pepe: La cacio e pepe è una delle ricette intramontabili della tradizione romana. Il segreto sta nell’acqua di cottura, la pasta va mantecata lentamente e in maniera controllata per assorbire tutto il gusto del pecorino romano, quando aggiungerete la crema.

Bucatini all’ amatriciana: La ricetta è originaria di Amatrice e prevede gli spaghetti, ma ai romani toccategli tutto tranne che i bucatini e così sono diventati Bucatini all’ amatriciana. Il guanciale e il pomodoro, formano la giusta unione con l’aggiunta del pecorino romano.

Abbacchio scottadito (o allo scottadito): è fatto di costolette d’agnello cotte alla griglia . Ricetta semplicissima, con il solo condimento di olio e rosmarino. Da mangiarsi ben calde.

Trippa alla romana: Come per molte altre ricette tipiche laziali, anche la trippa alla romana conserva sapori ricchi e profumi intensi, come quello del guanciale e della menta, infine il tutto viene impreziosito da un’abbondante grattugiata di pecorino romano.

 Carciofi alla giudìa: Si preparano con i tipici carciofi romani, i cimaroli (o mammole), senza spine e teneri. Dopo averli immersi in acqua e limone, si fanno friggere in olio bollente. Alla fine si allargano le foglie e si mangiano, senza scartare nulla. Mangiare una foglia è come mangiare una patatina!

Coda alla vaccinara: è un piatto tipicamente romano, costituito dalla coda del bovino stufata, condita con verdure e sugo di pomodoro. Un tempo considerato un piatto “per stomaci forti”, è stato invece rivalutato e oggi viene servito nelle migliori trattorie della capitale.

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