Gallinola, il “tetto” della Campania…

Parlare del Matese è un po’ come raccontare tutta la storia delle esplorazioni nel Mezzogiorno italiano. Antichi sentieri, piste della transumanza e le tracce dei tratturi si intersecano lungo le pendici di questo gigante dell’Appennino.

Considerata il tetto della Campania, la cima si raggiunge da una balconata posta ai margini della conca di Piano della Corte, un’alternanza di pianori e sconfinate praterie montane, dai verdi pascoli e le tracce di un antico stazzo che fungeva da riparo per le greggi. Qui la sporadica presenza antropica, laddove uomo e natura sono riusciti a convivere in perfetta armonia per secoli, si evidenzia tra l’ingegno dell’uno e la bellezza dell’altra.

Ogni sosta è buona per guardarsi intorno e provare la sensazione di meraviglia e smarrimento. I paesaggi sono molto belli: laggiù l’enorme bacino lacustre si adagia al centro di una teoria di monti mentre, volgendo lo sguardo in alto il cielo terso nel suo arcano splendore è pulito da nubi. Passando per radure assolate, la brulla vetta si avvicina per un sassoso sentiero che arranca lungo i ripidi versanti orientali della montagna. Si attraversano conche carsiche, con tracce appena visibili di piste battute da pascoli d’altura, si continua per assolate pietraie che giungono fino in cima alla Gallinola (1923 m) da cui s’aprono, improvvisamente, ampie vedute panoramiche.

La magnificenza di limpidi orizzonti appare in tutta la sua straordinaria bellezza; mentre il sole irradia i suoi raggi e riscalda l’ambiente della cima permettendo ai ranuncoli e alle bianche margherite di alzarsi sugli steli, la luce fulge splendida in ogni angolo dell’orizzonte; questa è solo una delle tante magie che riescono ad offrire i meravigliosi ambienti del Matese.

Andrea Perciato

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