Caravaggio a Napoli… un’arte che fa la differenza!

La mostra esposta nella Sala Causa del Museo di Capodimonte a Napoli ha un suo fascino tutto particolare, racconta, ma soprattutto illustra tutta l’immensità del genio artistico di Michelangelo Merisi, universalmente conosciuto come il Caravaggio.

La mostra, visitabile fino al 14 luglio 2019, ospita ben 6 opere del Caravaggio che provengono da istituzioni e collezioni sia italiane che internazionali e 22 quadri di artisti locali le cui botteghe furono letteralmente influenzate dal manierismo espressivo dell’artista lombardo.

La permanenza partenopea del Merisi durò ben 18 mesi, un anno e mezzo di intensa produzione in cui egli esprime le più intense composizioni dello stato umano, analizzando le espressioni sia fisiche che emotive immergendole e avvolgendole di luce – proveniente sempre dall’alto – creando autentiche scenografie che raccontano attimi, che fermano momenti, che folgorano l’attenzione.

Nelle sue opere “napoletane” il Merisi sembra quasi che abbia impresso le reali espressioni del popolino napoletano, quasi una sorta di sottile legame tra lo stesso artista e la città, attraverso la rappresentazione di scene movimentate, gruppi che si attorcigliano, muscoli, tendini e azioni che si aggrovigliano e si rincorrono. Figure che sembrano essere state prese a modello dalle donne dei quartieri, dai mendicanti di strada, dai popolani pescatori, dai venditori ambulanti, dai truffatori e malandrini delle locande perse tra i fumi e le ombre di tuguri e cortili. Una disperazione che si alterna alle numerose smorfie di dolore, il Caravaggio riuscì davvero ad esprimere, attraverso le sue opere, quelle che erano le più autentiche espressioni di un popolo come quello partenopeo, vivo, pulsante, irrequieto, proprio come il suo carattere!

E’ proprio il caso di affermare che Caravaggio a Napoli ha determinato un’autentica e sottile linea di confine tra un passato figurativo, influenzato dai suoi numerosi incontri ed un futuro intriso di calore, di luminosità, un’attenta analisi dello stato umano che ha aperto le porte al barocco, ed è questo il “segno” più significativo lasciato dall’artista, che ha determinato la differenza consegnando la sua arte all’immortalità!

Andrea Perciato

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