La vita ai tempi del Coronavirus, i consigli della psicologa

Il Coronavirus ci ha costretti a un brusco cambiamento: quarantena, isolamento e lontananza dai propri cari, spostamenti limitati allo stretto necessario; e in noi si alternano le emozioni più disparate. Ciò che ci viene chiesto è di “non fare”.

Una delle reazioni più tipiche in questi casi è sperimentare la paura, emozione primaria, fondamentale per la nostra difesa e sopravvivenza: avere paura non solo è normale ma ci protegge dal pericolo dai rischi, spingendoci dunque ad attuare tutte le misure preventive e cautelative che il Governo ci ha invitato ad intraprendere.

La paura mette in allarme il sistema neurovegetativo autonomo di difesa – attacco e fuga. Non siamo fatti per reggere situazioni di allerta o tensione troppo a lungo. Pronti a difenderci produciamo adrenalina, noradrenalina e cortisolo tutte sostanze che mettono sotto stress il sistema immunitario. L’ansia può diventare così disadattiva, arrivando fino al panico, per cui un pericolo limitato e contenuto viene generalizzato percependo ogni situazione come rischiosa ed allarmante.

Ritrovando la propria serenità si attiva il sistema di ribilanciamento che produce neurotrasmettitori quali serotonina ed endorfine, sostanze che fanno vedere il bicchiere mezzo pieno quando sono presenti e mezzo vuoto quando mancano.
Ciò che è fondamentale è quindi mettere in atto comportamenti che ci aiutano a gestire l’ansia: preoccuparsi, agitandosi per la paura del futuro, porta ad attuare comportamenti irrazionali e controproducenti.

Primo importante punto è scegliere attentamente la fonte di informazione: non lasciarsi sopraffare dalle mille notizie, ma affidarsi solo a dati certi, divulgati dalle autorità che posso fornire indicazioni obiettive e chiare. Inoltre sarebbe ottimale dedicare un periodo di tempo limitato della giornata all’informazione per evitare al nostro cervello uno stato di costante attivazione, sottoponendolo a stress eccessivo ed evitabile.

Possiamo poi organizzare il tempo e lo spazio: abbiamo bisogno di costruire una nuova quotidianità. Soprattutto per i bambini è necessario instaurare delle abitudini e delle regole: molto positivo sarebbe stilare una sorta di progettazione.
Fondamentale è cogliere il lato positivo della quarantena: possiamo finalmente dare spazio alle nostre passioni, trascorrere del tempo con la famiglia, occuparci di questioni importanti da risolvere che di solito rimandiamo a causa della mancanza di tempo o anche occuparci della nostra crescita professionale con dei video-corsi ad esempio. Inoltre potremmo anche fare attività fisica e prenderci cura del nostro corpo.
Insomma abbiamo l’opportunità di amarci, dedicando del tempo a noi stessi!

Infine nell’emergenza coronavirus è importate curare la salute mentale tanto quanto la salute fisica. A tal proposito parecchie sono le iniziative di sostegno psicologico attivate in tutta Italia proprio a supporto di quelle persone che faticano molto a gestire le emozioni in una situazione di emergenza così importante come quella che stiamo affrontando.

Dott.ssa Serena Lucibello – Psicologa

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