Festa della Mamma, molto sentita in Italia: maschi sempre più mammoni!

La Festa della Mamma si festeggia oggi nella maggior parte del mondo, quest’anno la ricorrenza potrebbe assumere un valore diverso, poiché molti potranno rivedere la propria madre per la prima volta dopo tempo, a seguito dell’allentamento delle restrizioni contro il Coronavirus.

In Italia questa Festa è particolarmente sentita, poiché i dati confermano che i giovani “mammoni” rimangono in casa con i genitori a lungo. Secondo gli ultimi dati disponibili vivono con i genitori il 57,9% degli uomini tra i 18 e i 34 anni.

Un aspetto interessante è la differenza di genere, ovvero emerge come in Italia le donne risultino più indipendenti rispetto agli uomini.

Indubbiamente un fenomeno che si lega alla disoccupazione, che spinge sempre più gli uomini ad essere dipendenti dai genitori, tuttavia, i maschi italiani sono “mammoni” e non possono fare a meno della figura materna.

Non è solo una questione economica, a conferma di questa tesi c’è lo psicologo: “Il maschio italiano è visto come quello che deve provvedere alla famiglia economicamente, quindi stabile, in un contesto di instabilità! La società sta cambiando! Sono cambiati i ritmi biologici e la società richiede un livello più alto di formazione professionale, i tempi si allungano sempre più – il dott. Giacomo Parrini, dichiara – si rimane sempre un po’ adolescenti, impegnati a costruire la propria identità, che è sia un’ identità professionale che affettiva.”

Lo psicologo chiarisce: “Si tratta di un processo di: separazione e individuazione, separazione dalla famiglia di origine e individuazione di persona, un organismo fa proprio quello che ha appreso prima e costruisce un qualcosa di suo! – il dott. Giacomo Parrini conclude – Inoltre c’è una tendenza delle mamme a trattenere, la paura di vedere il proprio figlio spiccare il volo, la famosa “sindrome del nido vuoto”, che porta la coppia genitoriale ormai adulta a ridefinire la loro intimità e la loro dimensione di coppia”.

Care mamme italiane, auguri e… attenzione a non diventare complici di una società che produce “mammoni”!

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