Spesa consapevole: 5 consigli per imparare a farla!

Quante volte capita di entrare al supermercato per comprare una cosa ed uscirne con il carrello pieno di tutto tranne che di quella cosa di cui necessitavamo? Ecco cinque semplici consigli per una spesa consapevole!

1. Stilare una lista della spesa è fondamentale, ci consentirà di evitare acquisti frutto di tentazioni o di strategie di marketing in voga al momento; esiste, infatti, all’interno dei supermercati una precisa disposizione dei prodotti, facendo leva sull’appeal che essi esercitano sul consumatore.

Ad esempio, andare a fare la spesa digiuni, ci porterà ad acquistare prodotti più invitanti, spesso posizionati negli scaffali all’altezza dei nostri occhi o vicini alle casse. La programmazione della spesa, inoltre, basandosi sul reale fabbisogno della famiglia, consente di evitare lo spreco alimentare, spesso causato dalla deperibilità di prodotti non immediatamente consumati.

2. Seguire la stagionalità dei prodotti: frutta e verdura hanno un loro tempo di maturazione. Se impariamo ad acquistare seguendo i ritmi dettati dalla natura otteniamo due benefici: ci assicuriamo un maggior contenuto di principi nutritivi (le vitamine e i minerali sono maggiormente presenti nel prodotto di stagione) ed effettuiamo una scelta ecosostenibile, rispettando i naturali tempi del prodotto.

3. Leggere l’etichetta: fondamentale per conoscere veramente il prodotto che stiamo per acquistare. Troveremo, innanzitutto, la lista degli ingredienti il cui ordine non è casuale, ma segue un ordine decrescente (vale a dire dall’ingrediente maggiormente presente); importante, inoltre, attenzionare la lista degli ingredienti nel caso di allergie alimentari.

La tabella nutrizionale è un valido strumento che consente di conoscere i valori nutrizionali dell’alimento: riporta i valori espressi per 100 gr (talvolta anche per porzione) riferiti a energia, carboidrati, zuccheri, grassi, grassi saturi, proteine e sale; in aggiunta a questi, possiamo trovare anche i valori riferiti a fibra, vitamine, sali minerali, amido, polioli, grassi monoinsaturi e polinsaturi.
Importante è valutare se la quota di carboidrati è rappresentata maggiormente da zuccheri semplici o se c’è una quota significativamente alta di grassi (soprattutto se saturi) o, ancora, di sale.

Attenzione, poi, agli alimenti “light”: a volte, la riduzione della quota di grassi è accompagnata da un aumento della quota di zuccheri semplici.

4. Attenzione alla scadenza: esiste una netta differenza tra data di scadenza e termine minimo di conservazione. “da consumarsi entro”, indica una specifica data di scadenza, oltre la quale il consumo dell’alimento non è ritenuto sicuro per la salute del consumatore; tale dicitura si ritrova negli alimenti rapidamente deperibili (es. latte, formaggi freschi, prodotti della pesca, …).

“da consumarsi preferibilmente entro” indica invece il Termine Minimo di Conservazione (TMC), ovvero un periodo oltre il quale l’alimento può aver perso alcune delle sue caratteristiche organolettiche iniziali, pur non costituendo un pericolo per il consumatore.

5. Conservazione degli alimenti: un valido strumento per la gestione della dispensa in frigorifero è rappresentato dal metodo FIFO (First In, First Out) vale a dire disporre gli alimenti comprati in precedenza (e quindi con data di scadenza prossima) davanti, in maniera tale da facilitarne il consumo a breve; gli ultimi arrivati, invece, possono essere riposti in fondo, sfruttando così la maggiore conservabilità del prodotto dovuto alla scadenza più lontana.

Ultimo, ma non per importanza: trasformare il momento della spesa in famiglia in un momento di educazione alimentare per i bambini. Ricordiamoci che si mangia prima con gli occhi, poi con la bocca: coinvolgiamoli, dunque, nella scelta dei prodotti, soprattutto di frutta e verdura poiché osservare e toccare con mano prodotti colorati, potrebbe generare in loro la voglia di conoscerne il gusto, una volta a casa.

Dott.ssa Giuliana Mazzarino – Biologo Nutrizionista

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